L'inopportuna verita'
Si sa bene che quando si parla senza pensare, a volte quello che salta fuori non e' proprio quello che si voleva dire.
E si sa pure che che quando si parla di un tema caldo come e' quello delle morti sul lavoro mentre si vive accanto a persone che si sono autoinnalzati a classe nobile della sottonazione italia, un po' di rabbia viene fuori.
In questo contesto le parole dell'onorevole Caruso su Biagi e Treu acquistano una certa comprensibilita' per quanto rimangano di fondo deplorevoli e sostanzialmente errate.
Addossare tutta la colpa delle morti bianche alle leggi dei personaggi di cui sopra e' sbagliato in quanto queste avvengono, e sono avvenute, quasi sempre in condizione di lavoro nero, lavoro che sfugge di per se ad ogni regola e ad ogni legge. Non e' un caso se le statistiche non mostrano eccessive variazioni tra gli anni pre e quelli post modifiche legislative.
E se nell'ultimo anno un aumento effettivamente c'e' stato il motivo e' forse da ricercare nell'accresciuto ricorso agli immigrati, i senza diritti per definizione.
Pero' voi provate a fare un giro tra i vostri vicini precarizzati, i vostri colleghi precarizzati, o solo tra i vostri compagni di metropolitana durante il viaggio verso un luogo di lavoro precario, e cercate qualcuno che non dia ragione a Caruso, qualcuno che non addossi a Treu e Biagi l'incertezza che nutre per il proprio futuro.
Perche' poi e' proprio il futuro la vera vittima dell'instabilita' imperante: niente piu' certezze vuol dire niente piu' progetti, niente piu famiglia e ovviamente nessun motivo per guardare al futuro con ottimismo.
E alla domanda "cosa rimane poi" chi risponde?
Magari potrebbero coloro che dalla sicurezza dei loro privilegi, delle loro esenzioni e dei loro emolumenti rubati alla comunita' si sono scagliati contro Caruso, isolando dal contesto solo le parole strumentalizzabili per additarlo come nemico.
Molti stanno ora chiedendo la sua estromissione dal parlamento, fregandosene degli elettori che lo hanno votato e che forse dovrebbero/vorrebbero essere interpellati tirando in ballo un fantomatico parlamento democratico.
Ne chiedono l'estromissione con parole tipo "non puo' stare in mezzo a noi".
Ed e' quest'ultima frase che ci aiuta ad illuminarci il cammino: in un covo di cocainomani e puttanieri, di mafiosi ed estimatori di avventure transgressive, forse un posto per Caruso davvero non c'e'...
Bye.









