domenica, 12 agosto 2007,11:53

 

L'inopportuna verita'

  Si sa bene che quando si parla senza pensare, a volte quello che salta fuori non e' proprio quello che si voleva dire.
E si sa pure che che quando si parla di un tema caldo come e' quello delle morti sul lavoro mentre si vive accanto a persone che si sono autoinnalzati a classe nobile della sottonazione italia, un po' di rabbia viene fuori.

In questo contesto le parole dell'onorevole Caruso su Biagi e Treu acquistano una certa comprensibilita' per quanto rimangano di fondo deplorevoli e sostanzialmente errate.

Addossare tutta la colpa delle morti bianche alle leggi dei personaggi di cui sopra e' sbagliato in quanto queste avvengono, e sono avvenute, quasi sempre in condizione di lavoro nero, lavoro che sfugge di per se ad ogni regola e ad ogni legge. Non e' un caso se le statistiche non mostrano eccessive variazioni tra gli anni pre e quelli post modifiche legislative.
E se nell'ultimo anno un aumento effettivamente c'e' stato il motivo e' forse da ricercare nell'accresciuto ricorso agli immigrati, i senza diritti per definizione.

Pero' voi provate a fare un giro tra i vostri vicini precarizzati, i vostri colleghi precarizzati, o solo tra i vostri compagni di metropolitana durante il viaggio verso un luogo di lavoro precario, e cercate qualcuno che non dia ragione a Caruso, qualcuno che non addossi a Treu e Biagi l'incertezza che nutre per il proprio futuro.
Perche' poi e' proprio il futuro la vera vittima dell'instabilita' imperante: niente piu' certezze vuol dire niente piu' progetti, niente piu famiglia e ovviamente nessun motivo per guardare al futuro con ottimismo.

E alla domanda "cosa rimane poi" chi risponde?
Magari potrebbero coloro che dalla sicurezza dei loro privilegi, delle loro esenzioni e dei loro emolumenti rubati alla comunita' si sono scagliati contro Caruso, isolando dal contesto solo le parole strumentalizzabili per additarlo come nemico.

Molti stanno ora chiedendo la sua estromissione dal parlamento, fregandosene degli elettori che lo hanno votato e che forse dovrebbero/vorrebbero essere interpellati tirando in ballo un fantomatico parlamento democratico.
Ne chiedono l'estromissione con parole tipo "non puo' stare in mezzo a noi".
Ed e' quest'ultima frase che ci aiuta ad illuminarci il cammino: in un covo di cocainomani e puttanieri, di mafiosi ed estimatori di avventure transgressive, forse un posto per Caruso davvero non c'e'...



Bye.




infinity

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giovedì, 26 luglio 2007,21:59


 
Man-Made


Peschici prima... 
Prima
Peschici dopo...
Dopo

  L'uomo mette in mostra il suo talento naturale atto a correggere cio' che la natura aveva creato imperfetto e contaminato...

Peschici ultimo atto...

...e lo migliora, a sua immagine e somiglianza.


Bye




infinity

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lunedì, 02 luglio 2007,07:04

 

La coerenza, soprattutto...

N.B. Prima di far partire il filmato stoppate il video musicale o rischiate di non capire nulla :)



Bye.


infinity

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martedì, 19 giugno 2007,15:49

 


Un Passo avanti

 Dopo il plastico che Vespa utilizzo' per i continui resoconti sull'omicidio di Cogne era ovvio che la concorrenza non sarebbe stata a guardare e Mentana, presa l'esclusiva sulla strage di erba, ha creato quella che e' stata definita una docu-fiction.

Di scarsa utilita' giudiziaria, certamente di cattivo gusto (ma ha avuto il via libera anche da un giudice), ad alto contenuto spettacolare e su misura per un pubblico che sembra sempre piu' composto da sciacalli assetati di sangue.
Il sangue degli altri...

Attori hanno portato in scena la tragedia, seguendo una sceneggiatura che seguendo i ducumenti ufficiali ha elargito, senza esitazioni, un dramma popolare a uso e consumo di tutti.

Il protagonista e' stato pero' lui, il neodivo Azouz Marzouk, che non recitava, e che da protagonista del dramma, dava prova di coraggio con la sua presenza in studio, dimostrando a tutti come si possa sfruttare una morte violenta per cambiare la propria  vita, per riuscire ad entrare in quel variegato mondo VIP che evidentemente, oltre alla polvere bianca, non disdegna un po' di fluido rosso.



Bye.



infinity

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domenica, 10 giugno 2007,22:03

   

Senza parole...


Go Home

 

Bye 


 

 


infinity

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lunedì, 21 maggio 2007,23:34

 

La santa ipocrisia

 In un mondo reale che e' ormai basato sulla pura illusione della verita', l'informazione e' da tempo diventata uno sterile esercizio di stile che non deve comunicare o informare, ne' creare domande nelle semplici menti dei cittadini consumatori.
Questo e' l'attuale ordine naturale del sistema che al di la' di poche zone protette, vedi Report o Rainews24, e' rispettato da tutte le redazioni della carta stampata e della televisione.

E' in questo sconfortante panorama informativo che internet e' forse diventato, con le dovute precauzioni, l'unica fonte di informazioni non veicolate da interessi di vario tipo.
Si puo' spiegare cosi' il differente trattamento che lo speciale della BBC, "Sex crimes and Vatican", ha ricevuto dai due differenti sistemi mediatici.
Cosi mentre il "Crimen Sollicitationis", il documento redatto negli anni 60 che conteneva le direttive del Vaticano sulle azioni da intraprendere (leggi occultare) nei confronti dei sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia invadeva la rete attraverso i vari siti di controinformazione, rimbalzando di blog in blog, la televisione e la carta stampata rimanevano muti, ignorando l'argomento, fedeli all'affermazione che se un fatto non viene pubblicato sui giornali in realta' non e' mai accaduto.

Quanto obsoleta sia questa massima lo svela cio' che e' accaduto dopo, quando qualcuno ha finalmente capito quanto importante fosse la notizia, quanto inutile la censura che si stava attuando e, soprattutto, quanto share l'evento avrebbe portato alla trasmissione che si fosse aggiudicata l'esclusiva.
Dalla censura alla corsa all'oro il passo e' stato breve.
Ma se da una parte la voglia di audience e' alta, dall'altra la paura di mettersi contro un potere forte quale e' il Vaticano frena l'entusiasmo dei molti incapaci di un minimo di personalita'.
E mentre Michele Santoro e' al momento convinto di riuscire a mandare in onda il servizio, il CDA Rai si mostra ufficialmente cauto.
In pratica muore di paura.

Comunque finira', sara' sempre una fatto desolante il vedere una notizia rilevante quanto questa raggiungere il grande pubblico solo per volere di uno sponsor.

Nel frattempo, incurante di tutto, l'irreprensibile Ratzinger, colui che nel 2001 ha definito la pedofilia un crimine contro la morale, ha avuto l'ardire di uscirsene con una frase che visti i retroscena si puo' definire tristemente fuori luogo:

«I programmi che inculcano violenza e comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana sono inaccettabili, tanto più se proposti ai minori»

I programmi sono inaccettabili.
I comportamenti dei suoi sacerdoti sono invece tollerabili, magari ammissibili.

Come dire, l'ipocrisia regna sovrana e noi siamo tutti terroristi.


Bye



infinity

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domenica, 29 aprile 2007,23:03

 


Elegia

Mafalda


  Mafalda, la bambina terribile, specchio e giudice del nostro tempo, che in quattro vignette riusciva a dire piu’ di molti commentatori ed editorialisti con a disposizione spazi piu' ampi e piu' autorevoli.

Tra le tante strisce che ho avuto modo di leggere, una in particolare mi e' rimasta impressa: vedeva Mafalda ascoltare un discorso tra i suoi genitori, un bilancio delle loro vite, di come da giovani pieni di speranze sognavano di cambiare il mondo e di come invece si fossero lentamente trasformati in adulti timorosi, preoccupati del mutuo da pagare e della loro figlia terribile da crescere.

Parole non tristi certo, ma piene di rimpianti.
Parole che spingono Mafalda a correre dai suoi amici per avvisarli con una frase che da sola da il significato ad una intera vita:

"Ragazzi, bisogna sbrigarsi a cambiare il mondo, o sara' lui a cambiare noi!"

Parole vere, un po' ingenue, ma pesanti, perche' a tutti noi e' passata nella testa, almeno una volta nella vita, questa insana voglia di far qualcosa per correggere in meglio quello che vedevamo intorno a noi, magari anche un piccolo gesto, anche solo nel rispetto di quel detto boy scout che invita ad impegnarsi per lasciare il mondo un po' meglio di come l'abbiamo trovato.

Ci sono stati fallimenti, e speranze frustrate.
Ma si insisteva, nonostante girandosi ci si accorgeva di essere sempre di meno.
Ma si andava avanti, alla fine anche solo per semplice masochismo, fino alla fine, alla amara verita': il mondo non puo’ essere cambiato semplicemente perche’ non vuole essere cambiato….

Una conclusione che vale come una prima illuminazione. Giunge come uno schiaffo che ci porta la consapevolezza del fallimento. E il nostro istinto che ci dice di adattarci, di lasciar fare.
Facile a dirsi, meno a farsi. Non ci si puo’ adattare se questo talento non e’ stato previsto nel nostro DNA, non si possono chiudere gli occhi e dire che va tutto bene.
Ed allora si attua l’unica altra soluzione possibile, ci si isola, si stacca la spina, provando a chiudere il mondo fuori dalle finestre.
Bello, all'inizio funziona pure....

Ma lui, il mondo, ormai Nemico, e’ sempre li, in paziente attesa, con a disposizione tutto il tempo… del mondo.
E' un assedio che ha un unico risultato possibile. Indiscutibile.
Allora si cede alla rabbia che subentra a tutto portandoci pessime idee, come quella di poterci trasformare da vittime del disfacimento ad artefici dello stesso.
Solo l'ennesima illusione. Si scopre subito l'errore in cui siamo incorsi: il mondo non ha bisogno del nostro aiuto lungo la strada dell'annientamento, e’ gia’ bravo per suo conto, a suo modo ineguagliabile.

La domanda allora si diffonde tra i dubbi e le incertezze: cosa ci resta da fare?
O meglio: c'e' qualcosa che possiamo fare veramente?

Si.
L'unica cosa possibile: ci si ferma, per osservare, per godersi lo spettacolo, di massacro in massacro, di disastro in disastro, in attesa dell'ineludibile finale, in attesa di scoprirsi finalmente soli.
Per svelare infine il prezzo da pagare per la coerenza e l'ostinazione di essere se stessi.



Bye

 



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martedì, 24 aprile 2007,07:10

 

 

 

 

 


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lunedì, 25 dicembre 2006,07:59

 

 

Auguri

Auguri.....
E non fate rumore....

 

 


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sabato, 16 dicembre 2006,07:40

 

Galateo

  Romano Prodi ha risposto fermamente ai fischi subiti in varie parti d'Italia, dove e' pubblicamente e inopinatamente apparso.
Ha definito gli autori dei suddetti fischi maleducati e incivili.
Interessante affermazione, che assume un nuovo significato dopo lo spettacolo che i suoi colleghi hanno allestito ieri al Senato.

Pero', nonostante tutto, devo dire che il nostro Presidente del Consiglio non ha tutti i torti: non erano certo i fischi il modo giusto per mostrare dissenso.
Avrebbero dovuto lanciargli un treppiedi....



Bye.




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